Le analisi del governo britannico hanno registrato un calo del numero di cristiani in Siria, passati da oltre 2 milioni a circa 500.000 a causa della guerra e delle migrazioni.
Secondo un rapporto del Ministero dell’Interno britannico, la Siria ha registrato il maggiore calo della popolazione cristiana del paese dall’inizio della guerra civile nel 2011.
Secondo i dati citati, prima del conflitto in Siria vivevano circa 2-2,5 milioni di cristiani, mentre il loro numero attuale è stimato tra i 300.000 e i 579.000. La ragione principale di questo significativo calo sarebbe la migrazione di massa dovuta alla lunga guerra.
Si osserva che la popolazione cristiana siriana è rappresentata da diverse confessioni, tra cui comunità ortodosse, cattoliche e protestanti. Un numero significativo di fedeli vive a Damasco e dintorni, così come in diverse altre regioni del paese.
Il rapporto rileva che, nonostante le dichiarazioni del governo che garantiscono la sicurezza, i cristiani continuano ad affrontare minacce, tra cui aggressioni, rapimenti, incendi dolosi e atti di vandalismo. Alcuni di questi episodi potrebbero essere collegati non solo all’appartenenza religiosa, ma anche all’instabilità generale.
A seguito del cambio di potere del 2024, i cristiani continuano a essere preoccupati per la propria sicurezza, nonostante le misure adottate per rafforzarla. Il documento sottolinea che gli episodi di violenza non sono diffusi e che continuano a essere registrati attacchi isolati e casi di discriminazione.





