I presentatori di Studio Brussel si sono giustificati affermando che “il Belgio non è un paese molto religioso”, pur riconoscendo che non avrebbero mai fatto la stessa cosa con altre religioni per timore delle conseguenze…
L’emittente radiofonica pubblica belga Studio Brussel, di proprietà del gruppo fiammingo VRT, ha recentemente suscitato indignazione mandando in onda uno sketch in diretta in cui i suoi presentatori distruggevano deliberatamente diversi oggetti in studio, tra cui una statua della Vergine Maria e di Gesù Bambino. Presentata come un segmento umoristico, la scena prevedeva la distruzione di vari oggetti in diretta. Tuttavia, prendere di mira un sacro simbolo cristiano costituisce una profanazione, soprattutto considerando che la trasmissione è avvenuta su un’emittente radiofonica finanziata con fondi pubblici.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, i padroni di casa hanno cercato di minimizzare l’accaduto, affermando che il Belgio “non è un paese molto religioso”. Allo stesso tempo, hanno riconosciuto che non avrebbero fatto nulla di simile con simboli di altre religioni, citando le possibili conseguenze e il rischio di una reazione negativa.
I partecipanti alla trasmissione hanno anche affermato di considerarsi cattolici e di interpretare l’accaduto come una forma di autocritica. I critici, tuttavia, sostengono che tali spiegazioni non fanno altro che peggiorare la situazione, poiché dimostrano quanto si sia ormai confuso il confine tra libertà di espressione e aperta mancanza di rispetto per i luoghi di culto.
L’episodio ha scatenato un ampio dibattito online. Gli utenti hanno evidenziato la disparità di trattamento riservata alle religioni e hanno sottolineato come la profanazione dei simboli cristiani venga sempre più spesso considerata accettabile nella vita pubblica, senza suscitare la condanna che meriterebbe.





