Grecia
LE POSIZIONI DEL CLERO SULL’ADOZIONE E SULLA LEGISLAZIONE BIOLOGICA
La reazione dell’ISKE alla decisione del Consiglio di Stato sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.
La Sacra Associazione del Clero di Grecia esprime, tramite una dichiarazione ufficiale, il suo fermo dissenso nei confronti della decisione del Consiglio di Stato di ratificare la legalità del matrimonio e dell’adozione da parte di coppie dello stesso sesso.
L’intervento del clero si concentra sulle implicazioni sociali, biologiche e spirituali della legislazione, sottolineando come tali pratiche trascurino i veri problemi del paese e sovvertano l’ordine naturale.
Analizzando le proprie motivazioni, l’associazione riconosce il diritto dello Stato laico di emanare regolamenti legislativi che possono essere in contrasto con le norme religiose, ma esprime rammarico per il fatto che la tradizione secolare e il sentimento popolare siano stati ignorati.
Come affermato nel testo, questa specifica legislazione non risponde alle reali preoccupazioni del Paese, quali l’acuto problema demografico e il basso tasso di natalità.
Al contrario, viene trattata come un’imitazione acritica degli standard occidentali che privilegiano il genere sociale rispetto al genere biologico, causando divisioni artificiali in una società che storicamente ha funzionato in uno spirito di unità.
Il comunicato chiarisce inoltre che la Chiesa ortodossa non ha mai nutrito ostilità nei confronti degli omosessuali.
Si osserva che molti di loro mantengono una fede profonda e partecipano attivamente alla vita sacramentale attraverso la confessione e il pentimento, fatto confermato quotidianamente dall’esperienza del clero spirituale.
Il problema, risiede nel tentativo di imporre una nuova normalità che è in diretta contraddizione con le leggi della natura. Il fulcro della critica ricade sulla realtà biologica, che il clero considera insormontabile.
Si sottolinea che tale unione è strettamente limitata al livello notarile o affettivo e non può costituire un matrimonio sostanziale, in quanto non è in grado di portare alla procreazione fisica di figli attraverso la combinazione del materiale genetico dei due individui.
La biologia e le funzioni naturali del corpo sono descritte come una necessità inalienabile e una legge che nessuna corte suprema può abolire tramite sentenze.
Particolare preoccupazione viene espressa in merito alla questione dell’adozione e alle sue conseguenze sulla psicologia dei bambini che saranno privati della necessaria figura materna o paterna.
Al contempo, si sollevano seri interrogativi etici riguardo alla strumentalizzazione delle donne economicamente vulnerabili attraverso la pratica della maternità surrogata, al fine di soddisfare le esigenze delle coppie omosessuali.
La prospettiva cristiana promuove costantemente il modello tradizionale di famiglia come società di persone fondata sul rapporto tra uomo e donna, considerando la complementarietà dei due sessi come la condizione più necessaria per lo sviluppo completo ed equilibrato del bambino.





