Per la Chiesa, la sfida è ormai chiara. Non si tratta più semplicemente di dialogare con le altre religioni, ma di annunciare nuovamente il Vangelo in una società in cui una fetta crescente della popolazione non si identifica più con alcuna tradizione religiosa.
Uno studio del Pew Research Center, pubblicato il 12 febbraio 2026 e basato sui dati del 2020, evidenzia una profonda trasformazione del panorama religioso in Francia e in Europa. Più che una diversificazione delle credenze, è il declino del cristianesimo e l’ascesa dei non credenti a ridefinire gli equilibri. In un Paese a lungo considerato la “figlia primogenita della Chiesa”, questo cambiamento assume un significato storico particolare.
Inoltre, recenti analisi del Pew Research Center evidenziano un cambiamento duraturo nel panorama religioso europeo. In Francia, meno del 46% della popolazione si identifica ora come cristiana, rispetto al 43% che dichiara di non avere alcuna religione e al 9% che si identifica come musulmana. Questo nuovo equilibrio non riflette una classica diversificazione delle credenze, bensì una frammentazione senza precedenti in cui nessuna singola affiliazione è chiaramente maggioritaria. Va inoltre notato che questa cifra del 46% include tutti coloro che si identificano come cristiani, siano essi praticanti, occasionali o semplicemente per ragioni culturali, il che significa che la pratica religiosa effettiva è significativamente inferiore.
La valutazione del Pew Research Center è inequivocabile: “La Francia è l’unico Paese europeo tra i primi 10 al mondo per diversità religiosa. La sua popolazione è composta in gran parte da cristiani (46%) e persone senza affiliazione religiosa (43%), con una significativa minoranza musulmana (9%)”. Questa classifica globale, basata sull’indice di diversità religiosa, colloca la Francia accanto a Paesi come Singapore, Suriname, Corea del Sud e Australia, dove le diverse affiliazioni religiose sono distribuite in modo relativamente equilibrato. Tuttavia, a differenza di molte di queste società, la diversità francese si basa principalmente sulla crescente assenza di religione piuttosto che sulla simultanea vitalità di molteplici tradizioni.
Il cristianesimo rimane il gruppo religioso più numeroso, ma non costituisce più la maggioranza. Il numero di fedeli è ormai quasi pari a quello delle persone senza affiliazione religiosa, mentre l’islam rappresenta una minoranza significativa e in crescita. La Francia non si distingue quindi per una convivenza religiosa eccezionale, bensì per un equilibrio unico tra fede radicata e distacco religioso. Il rapporto precisa inoltre che questa configurazione rimane eccezionale a livello globale: “In 194 paesi e territori, il 50% o più della popolazione appartiene a un’unica categoria religiosa”.
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