Dichiarazione di dignità e resistenza del popolo di Pafos contro ogni tentativo di imporre un pastore senza la volontà del popolo. Pafo ha un Metropolita. È Tychikos. Lo abbiamo eletto, lo amiamo e lo riconosciamo come il legittimo pastore della Metropolia di Pafos.
Il popolo di Pafos sente oggi il bisogno di parlare chiaramente, a voce alta e senza paura. Non per spirito di scontro, ma per un profondo bisogno di difendere la dignità della nostra Chiesa locale.
Osserviamo con indignazione e profonda preoccupazione gli sviluppi intorno alla Metropolia di Pafos e le discussioni su cambiamenti di procedure e regolamenti che sembrano portare verso un tentativo di mettere da parte il Metropolita che il popolo stesso ha eletto.
Vogliamo essere assolutamente chiari:
Pafos non è un trono vuoto da spartirsi attraverso manovre. Pafos è una Chiesa viva, con storia, fede e un popolo che non accetta di essere ignorato.
Il nostro Metropolita è Tychikos. Lo abbiamo votato. Lo abbiamo sostenuto. Lo amiamo e lo riconosciamo come nostro pastore.
La fiducia del popolo non è un dettaglio decorativo né una procedura formale. È la stessa base su cui si fonda il rapporto tra pastore e gregge.
Quando si tentano mosse che creano l’impressione che le decisioni siano già state prese e che si stia semplicemente cercando il modo di presentarle come «procedure regolari», allora viene offesa non solo l’intelligenza dei fedeli, ma la stessa coscienza ecclesiale.
I Pafioti non sono una massa senza volontà. Hanno memoria. Hanno giudizio. Hanno voce.
E questa voce dichiara oggi che non desidera un Metropolita che appaia come risultato di procedure che non convincono il popolo. Non desidera un pastore che inizi il suo ministero in un clima di sfiducia e divisione.
Pafos non vuole pedine. Non vuole scelte imposte dall’alto verso il basso. Vuole un pastore che unisca e che ispiri.
E per il popolo di Pafos quel pastore è Tychikos.
Coloro che oggi tentano di mettere da parte questa realtà devono sapere che la storia della Chiesa è piena di esempi in cui ignorare la voce del popolo ha creato ferite profonde.
La Chiesa non è un meccanismo di potere. Non è uno spazio di calcoli politici. È una comunità di fede che si fonda sulla fiducia.
E questa fiducia non si ordina. Non si impone. Si guadagna.
Oggi Pafos manda un messaggio chiaro in ogni direzione:
Rispettate la voce del popolo. Rispettate l’unità della Chiesa locale. Rispettate la scelta dei fedeli.
Perché il trono di Pafos non è una sede amministrativa. È una responsabilità spirituale che richiede l’accettazione da parte del gregge.
Noi Pafioti non taceremo davanti a ciò che consideriamo ingiusto. Difenderemo con dignità la nostra Chiesa, la nostra storia e la nostra scelta.
Pafos ha memoria. Pafos ha voce. E Pafos non accetterà di essere ignorata.
Il nostro Metropolita è Tychikos. E finché non si dimostri il contrario in modo giusto e trasparente, è lui che riconosciamo e consideriamo pastore della nostra Chiesa.
La dignità di Pafos non si negozia.





