Losanna, Svizzera – 26 marzo 2026 — Con una decisione storica, il Comitato Olimpico Internazionale (IOC) ha introdotto una nuova e rigorosa politica di ammissibilità per le gare femminili ai Giochi Olimpici.
Secondo le nuove regole, solo le donne biologiche che superano un test genetico SRY una tantum saranno autorizzate a competere nelle categorie femminili. Questa politica di fatto esclude le donne transgender (uomini biologici che si identificano come donne) dalla partecipazione alle competizioni olimpiche femminili.
Il test genetico SRY rileva la presenza del cromosoma Y, fungendo da marcatore biologico affidabile per il sesso maschile. Gli atleti devono sottoporsi a questo semplice screening genetico una sola volta nella loro carriera per confermare l’idoneità a competere nella categoria femminile.
Questa mossa allinea maggiormente il Comitato Olimpico alle politiche già adottate da diverse federazioni internazionali, tra cui World Athletics, che ha introdotto il test genetico SRY per le competizioni femminili di élite.
Proteggere la categoria delle femmine
La decisione del Comitato giunge dopo anni di dibattito sull’equità nello sport femminile, in particolare per quanto riguarda i vantaggi fisici ereditati dalla pubertà maschile, come una maggiore massa muscolare, densità ossea e capacità cardiovascolare, che la soppressione ormonale non elimina completamente.
La politica mira a salvaguardare la competizione equa e l’integrità della categoria femminile, rispondendo alle crescenti preoccupazioni espresse da atlete, scienziate e federazioni sportive di tutto il mondo.
Il CIO si è consultato con le federazioni internazionali e con il suo “Gruppo di lavoro per la tutela della categoria femminile” per tutto il 2025 e l’inizio del 2026. Il nuovo quadro di riferimento mira a stabilire uno standard coerente e basato su criteri scientifici per tutti gli sport olimpici in vista dei prossimi Giochi.
Reazioni e contesto
L’annuncio giunge in un momento di crescente attenzione globale sull’equità di genere nello sport d’élite. Mentre alcuni gruppi di difesa dei diritti hanno criticato la politica definendola discriminatoria, i sostenitori affermano che si tratta di un passo necessario per preservare le pari opportunità per le atlete di sesso femminile.
Si prevede che questo sviluppo avrà implicazioni significative per i prossimi cicli olimpici, compresi i Giochi di Los Angeles del 2028.
Il Comitato ha dichiarato che la politica adottata dà priorità all’equità, alla sicurezza e alla sostenibilità a lungo termine dello sport femminile, continuando al contempo a promuovere un’ampia partecipazione al movimento olimpico.
I dettagli completi dell’implementazione, comprese le procedure di test e le eventuali disposizioni transitorie, dovrebbero essere resi noti nelle prossime settimane.






